venerdì 13 febbraio 2015

Recensione: Il figlio del cimitero.

“C’era una mano nell’oscurità e impugnava un coltello. Il coltello aveva un manico d’osso, lucido e nero, e una lama più sottile a affilata di un rasoio. Se ti avesse ferito, avresti anche potuto non accorgertene, non subito. Il coltello aveva fatto quasi tutto ciò per cui era stato portato in quella casa; la lama era bagnata, e così il manico.”(prime righe del libro).

AUTORE: Neil Gaiman (traduzione di Giuseppe Iacobaci)
EDITO DA: Mondadori
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2008
ACQUISTATO DA: Librerie.coop
GENERE: Favola, Fantasy
NUMERO DI PAGINE: 345
COSTO: €10,00

Qualche informazione sull’autore
Neil Gaiman, nato in Inghilterra nel 1960, vive negli Stati Uniti. Giornalista, sceneggiatore televisivo e scrittore per adulti e ragazzi, è il creatore di una serie di fumetti di culto, “Sandman”, con la quale ha vinto i riconoscimenti più importanti del settore.

Trama
Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni della signorina Lupescu. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato, la signorina Lupescu una belva dai canini affilati e la signora Owens è morta secoli fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all’omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l’hanno accolto e adottato per proteggerlo. Ma Bod è un vivo, e il richiamo per il mondo esterno è forte: un mondo in cui conoscerà l’amicizia dei suoi simili, ma anche l’impazienza di un coltello che lo sta aspettando da quattordici lunghi anni..

deborasenzah copertina il figlio del cimitero
Opinioni
Premetto che non è il primo libro che leggo di Neil Gaiman. Quando ero ancora alle elementari, avevo voluto a tutti i costi “Coraline”: inutile dire che ho letto le prime pagine e poi mi ero impaurita a morte (ebbene sì, da bambina mi chiamavano Cuor di Leone). Accantonato, l’ho ripreso in mano più grandina e mi pare di averlo apprezzato, seppur non ricordi quasi nulla della storia.
Un mesetto fa, bazzicavo tra vari blog ed ho visto che “Il figlio del cimitero” andava alla grande, e, complice il fatto che avessi voglia di una storia leggera, di una pausa da libri più potenti e forti, mi sono convinta a prenderlo. Diciamo che ho terminato la storia abbastanza in fretta, ma purtroppo il volume non mi ha entusiasmata particolarmente.
Quando leggo libri pensati per bambini/ragazzi, mi piace sempre mettermi nei loro panni e tentare di capire che effetto possa fare ai loro occhi. Secondo me, i bambini si spaventerebbero, perché certe scene e certe descrizioni sono troppo forti (basta vedere come inizia il libro!) e i ragazzi si annoierebbero, perché non ci sono colpi di scena e i personaggi non stimolano la fantasia, sono quasi piatti, abbozzati e poco caratterizzati (l’unico personaggio che mi è piaciuto è stata Liza, la strega). Un volume invece adatto anche ai più piccoli, di genere simile, è "Un regalo pericoloso".
Con gli occhi da adulta, il libro mi ha dato ugualmente poco, non mi ha lasciato grandi emozioni, ad esclusione della fine: quasi poetica ed emozionante, un invito a vivere la vita e a prendere ogni momento come grande insegnamento e piccolo mattone per costruire il proprio futuro. Nonostante questo, il libro in totale non mi ha dato tantissimo: se fosse stato tutto come la parte finale, sarebbe stata una vera bomba!
A CHI LO SUGGERISCO?
-A ragazzi e adulti non necessariamente esperti nella lettura (secondo me per i bambini non è adatto).
-A chi vuole leggere qualcosa di veloce e poco impegnativo.
-A chi piacciono le favole (vi consiglio anche la lettura di “Dolce come il miele”).

DA LEGGERE CON.. la luce accesa se si è under 12!!! :)


Nessun commento:

Posta un commento